Perché Incontri Rotaliani?

 Articolo a cura di Rosa Roncador e Alessandro Torcoli
L’iniziativa “Incontri Rotaliani 2019. Teroldego e vini di Borgogna” nasce dalla volontà di numerosi soggetti pubblici e privati di valorizzare la Piana Rotaliana quale zona vitivinicola d’eccellenza: questo fazzoletto di terra “abbracciato” dalle montagne e solcato dal fiume Adige e dal torrente Noce è abitato dall’uomo sin dal Mesolitico (8000 a. C.) e da più di due millenni vede la coltivazione della vite intrecciarsi alle storie degli abitanti degli attuali borghi di Mezzolombardo, Mezzocorona e San Michele all’Adige.
Tutte le realtà coinvolte si occupano di vino da diversi punti di vista e con competenze talvolta distanti  e, incontrandosi, possono restituire la complessità della natura dell’uomo ben esemplificata dal rapporto con la bevanda più “umana” di tutte: il vino.
Il vino, infatti, ci accompagna da quando i nostri predecessori neolitici sono diventati agricoltori diffondendosi, in momenti e in modi diversi, da Oriente verso Occidente. Un vero e proprio viaggio profondamente legato allo spostamento di persone, al diffondersi di idee, di saperi empirici, di merci e alle interazioni tra i popoli e culture differenti.
Se guardando indietro si diventa consapevoli del percorso fatto, guardando avanti si dovrebbe poter immaginare un futuro diverso e si auspica migliore.
In questo quadro s’inserisce il fondamentale contributo degli enti di formazione dei viticoltori e dei cittadini di domani e la visione del territorio rotaliano quale zona a vocazione enoturistica.

Nel concetto di terroir è compreso anche l’elemento umano, la capacità dei viticoltori di dialogare con la propria terra, la cultura del rispetto del territorio e delle tradizioni che lo caratterizzano che è l’anima della comunità rotaliana.

Incontri Rotaliani dunque per “incontrare” altre importanti realtà vitivinicole, per fare conoscere il nostro territorio e per ideare una nuova visione di Piana Rotaliana.

Per l’edizione 2019 si incontrerà la Borgogna, territorio vitivinicolo di rinomanza mondiale che ha fatto del connubio tra cultura, tradizione, terroir e vino il proprio elemento caratterizzante: un esempio che potrebbe esserci d’ispirazione.

Nelle terre del vino, diffuse su tutto il territorio nazionale, non sempre è alto il livello di autoconsapevolezza delle proprie peculiarità, dei punti di debolezza e soprattutto di forza che possono aiutare l’intera area a posizionarsi ai massimi livelli sui mercati vinicoli internazionali.

La Piana Rotaliana può rappresentare un’eccezione: vi convivono anime differenti, grandi cantine e piccole imprese familiari, interpreti di vini diversi, ma tutti consapevoli delle peculiarità della zona, come ad esempio suoli molto caratterizzanti e variabili anche a poche decine di metri, che solo interpreti ben consapevoli sanno esaltare, ma anche un vitigno sui generis, il Teroldego, forte e delicato al contempo, di antica origine e discendente dalla nobile stirpe del Pinot noir, curiosità che rende ancor più significativo il fatto di avviare questa serie di Incontri partendo dalla Borgogna.

 

 

Programma_INCONTRI_ROTALIANI_2019

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